Stabilisce rigorose pratiche di classificazione ed etichettatura dei dati per salvaguardare le informazioni sensibili, garantire la conformità e supportare il trattamento sicuro dei dati.
Questa politica definisce un approccio formale per classificare ed etichettare tutti i patrimoni informativi in base a sensibilità, rischio e obblighi normativi, garantendo un’etichettatura chiara e persistente e pratiche di protezione standardizzate in tutta l’organizzazione.
Definisce uno schema chiaro, a livello di organizzazione, per classificare ed etichettare i dati in base a sensibilità e rischio.
Impone un’etichettatura persistente per tutti i patrimoni informativi, garantendo visibilità e tracciabilità.
Copre risorse digitali e fisiche, dati interni, di terze parti e tutti i formati e ambienti dei dati.
Supporta l’aderenza alle norme ISO/IEC 27001, 27002, GDPR, NIS2, DORA, COBIT e NIST.
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Ambito e regole di ingaggio
Responsabilità basate sui ruoli
Livelli e criteri di classificazione
Applicazione e enforcement delle etichette
Gestione delle eccezioni e del rischio
Requisiti di formazione e riesame
Questo prodotto è allineato ai seguenti framework di conformità, con mappature dettagliate di clausole e controlli.
L’accesso alle informazioni è governato dai livelli di classificazione; i dati più sensibili richiedono un controllo degli accessi e meccanismi di autorizzazione più rigorosi.
Rafforza l’allocazione dei privilegi in base al principio del need-to-know, che è informato dai livelli di classificazione.
Garantisce che ciascun asset nell’inventario degli asset includa la propria classificazione ed etichetta, supportando tracciabilità e responsabilità.
Le regole di smaltimento e conservazione sono determinate dal livello di classificazione dei dati e dai mandati normativi di conservazione.
Applica standard di cifratura appropriati in base alla classificazione del patrimonio informativo.
Consente il monitoraggio dell’accesso e del movimento delle informazioni classificate, garantendo auditabilità e rilevazione di etichettatura errata o uso improprio.
Una governance della sicurezza efficace richiede più che semplici dichiarazioni: richiede chiarezza, responsabilità e una struttura che cresca con l’organizzazione. I modelli generici spesso falliscono, creando ambiguità con paragrafi lunghi e ruoli non definiti. Questa politica è progettata per essere la spina dorsale operativa del programma di sicurezza. Assegniamo responsabilità a ruoli specifici presenti in un’azienda moderna, inclusi il Responsabile della sicurezza delle informazioni (CISO), i team IT e di sicurezza e i comitati pertinenti, garantendo una chiara autorità e responsabilità. Ogni requisito è una clausola numerata in modo univoco (ad es. 5.1.1, 5.1.2). Questa struttura atomica rende la politica facile da implementare, da verificare rispetto a controlli specifici e da personalizzare in sicurezza senza compromettere l’integrità del documento, trasformandola da documento statico a quadro dinamico e attuabile.
Le responsabilità sono assegnate con precisione al Responsabile della sicurezza delle informazioni (CISO), ai proprietari degli asset informativi, all’IT e ai comitati, garantendo un’applicazione tracciabile tra i team.
Integrata con prevenzione della perdita di dati (DLP), SIEM e strumenti di accesso per validazione automatica, reportistica e blocco di dati classificati in modo errato o non etichettati.
Include richiesta formale, valutazione del rischio, controlli compensativi e processo di riesame per gestire in modo sicuro le eccezioni alla politica.
Questa policy è stata redatta da un leader della sicurezza con oltre 25 anni di esperienza nell’implementazione e nell’audit di framework ISMS per organizzazioni globali. È progettata non solo come documento, ma come un framework difendibile che resiste alla verifica degli auditor.